IN PUGLIA POTENZA SAREBBE UNA CITTA’ D’ARTE, MA IN BASILICATA NON LO E’

L’Associazione culturale POTENZA NOSTRA ha richiesto agli uffici regionali di conoscere i parametri valutativi finalizzati alla classificazione delle città turistiche e delle città d’arte della Basilicata ricomprese nell’elenco di cui all’allegato 5 della legge regionale 20 luglio 1999, n. 19 “Disciplina del commercio al dettaglio su aree private in sede fissa e su aree pubbliche”, nel quale non è inclusa Potenza né nell’elenco dei comuni turistici, né nell’elenco delle città d’arte. L’associazione POTENZA NOSTRA chiede giustamente che Potenza venga inserita in entrambi gli elenchi. Forse, a più di qualche lettore non sarà chiaro il perché di quella richiesta e di quel ‘giustamente’, ma, sia l’associazione che la nostra rivista, che fa parte dello stesso movimento di valorizzazione culturale ed identitaria di Potenza, avranno modo ed occasione per spiegarlo dettagliatamente quel perché. Finalmente dopo mesi di attesa e dopo che POTENZA NOSTRA ha richiesto l’intervento del Difensore Civico, qualcuno finalmente dalla Regione Basilicata si è fatto vivo ed ha risposto alle sollecitazioni della associazione ma indirizzando la missiva al Difensore Civico e scrivendo che la legge del 1999 è stata aggiornata e modificata nel 2008 con l’inserimento nell’elenco dei Comuni d’Arte anche dei Comuni di Grumento Nova, di Moliterno e di Brienza (oltre ai comuni che c’erano già da prima, cioè; Venosa, Acerenza, Matera, Rivello, Melfi, Tricarico e la frazione di Lagopesole. Il che lascia, già di per sé, alquanto interdetti per motivi facilmente intuibili, anche se l’Associazione non ha nulla in via di principio contro questi comuni, così come contro altri. Ma proseguendo nella lettura della lettera del dirigente dell’Ufficio Legislativo della Regione Basilicata, l’avvocato Leonardo Viggiano, si arriva ad un certo punto ad un vero e proprio colpo di scena. L’associazione chiede alla Regione quali sono i criteri per essere inseriti nei due elenchi e lo chiede ancor prima di perorare la causa di Potenza. E la Regione, attraverso il suo funzionario, cosa risponde? Si fa veramente fatica a crederci, ma risponde candidamente che la Regione Basilicata, a differenza di altre regioni, non ha previsto alcun criterio di valutazione. Quindi, ognuno alla Regione Basilicata e nella regione Basilicata fa come caspita gli pare e piace. La Regione Basilicata esclude comuni e ne inserisce altri a suo insindacabile e, soprattutto, imperscrutabile giudizio, come se ci trovassimo nella Libera Repubblica di Bananas. E se gli chiediamo; perché hai tu Regione Basilicata incluso quel comune ed escluso quell’altro, la Regione Basilicata ci risponde: “boh?”. E’ la realtà, non siamo su ‘Scherzi a parte’. Incredibile! Si danno investiture di città d’arte ed i sudditi basilicatesi non hanno neanche il diritto di sapere in base a quali qualifiche particolari alcuni comuni sono ritenuti  degni di far parte della schiera nobile delle città d’arte ed altri no. Si presupporrebbe che una Città d’arte o un paese d’arte (in Basilicata si arriva finanche alla frazione d’arte, sic) debba avere innanzitutto la materia prima necessaria per essere tale e cioè un patrimonio artistico e che il patrimonio artistico e culturale, dato il livello medio regionale, debba essere notevole rispetto appunto a quello di un medio comune basilicatese. Ma come facciamo a saperlo se non si possono conoscere né i parametri, né il patrimonio valutato comune per comune? Ah saperlo…

La Basilicata è, come spesso accade in molti altri campi, una eccezione, ma non esattamente in positivo; tutt’altro. Altre regioni si sono comportate ben diversamente ed hanno fatto uno sforzo per dare dei parametri oggettivi alle loro scelte sulle nomine relative alle loro città d’arte, concetto già di difficile definizione in sé, ma che diventa un rompicapo in assenza dei più elementari filtri. E vediamo allora come hanno regolato la materia in altre regioni. Per esempio, la Puglia. Abbiamo rintracciato la legge pugliese ed in essa abbiamo finalmente trovato ciò che inutilmente continuavamo a cercare in Basilicata; i criteri. La Regione Puglia, con regolamento regionale 23 dicembre 2004 ,n. 11, in attuazione della LR. n° 1/2003, ha istituito l’elenco regionale dei Comuni ad economia prevalentemente turistica e delle Città d’arte tenuto presso l’Assessorato al Commercio della Regione Puglia. La Puglia ha deciso di filtrare le richieste di inserimento negli elenchi in base ai seguenti criteri;

In base all’art. 3 delle linee guida della Regione Puglia sono considerate Città d’arte le località che possiedono almeno tre dei seguenti requisiti:

  • insieme di edifici o di complessi monumentali, riconosciuti di notevole interesse storico e artistico ai sensi D.Igs. n.42/2004 e ss.mm.e ii;
  • ampia presenza di opere d’arte singole o in collezioni, dichiarate di notevole interesse storico o artistico ai sensi del D. Igs. n.42 /2004 e ss. mm.e ii, a condizione che siano visibili al pubblico;
  • presenza di almeno tre musei, aperti al pubblico per almeno 8 mesi l’anno, con articolata offerta di mostre e manifestazioni. I musei devono essere almeno di rilievo regionale ai sensi della LR. n. 17/2013 ed almeno uno di essi dedicato ad argomenti storici, artistici o archeologici;
  • presenza di offerta di servizi culturali, quali biblioteche, emeroteche, archivi di Stato, raccolte di documenti, di rilievo provinciale relativi a materie storiche, artistiche o archeologiche;
  • presenza di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali o tradizionali svolte con il patrocinio della Regione, o degli altri Enti locali;
  • presenza di una domanda turistica e di una offerta turistica calcolata sulla base dei parametri di cui al precedente art.2, rapportata alla popolazione della città.

La legge regionale pugliese prevede anche che la lista sia aggiornata ogni tre anni per verificare se i 54 comuni pugliesi considerati Città d’Arte possono rimanere per i tre anni successivi. La Basilicata non parla di nulla; chi c’è, può restare per sempre. E questa è una prima annotazione.  La seconda è che, sarà una nostra impressione, solo uno o due dei comuni lucani nominati Città d’Arte avrebbero i requisiti per poter entrare negli elenchi pugliesi se si trovassero in quella regione. Si ha inoltre l’impressione che in Basilicata per valutare il patrimonio artistico si metta insieme proprio tutto, anche l’archeologia. Cose materiali ed immateriali, ma non lo possiamo sapere di preciso perché la Basilicata non ha alcun criterio. O forse uno ce l’ha; il criterio ad capocchiam sempre valido quando non si sa che pesci prendere. La terza annotazione è che alla luce dei criteri pugliesi Potenza, se fosse in Puglia, sarebbe stata ad occhi chiusi già stata inserita da un bel pezzo nella lista delle città d’arte della Puglia, mentre in Basilicata sembra che non ne possa essere degna. Siamo alla follia o alla comicità pura.

Si capisce anche, e molto chiaramente, che in Puglia si diventa Città d’Arte disponendo sul territorio comunale di ben tre musei aperti al pubblico, di un bel numero di eventi culturali (seri, ci sembra sottinteso) e di un non meno rilevante numero di istituzioni culturali (sempre nel territorio comunale). Che dire? Se in Basilicata vigessero questi criteri, Potenza farebbe man bassa ed entrerebbe di forza nell’elenco, ma Potenza non è in Puglia e quindi brancola nel buio della burocrazia regionale basilicatese non sapendo come segnalare quella che è non solo una vergogna per la Regione Basilicata, ma qualcosa di talmente ridicolo in grado di affossare del tutto la credibilità della Regione Basilicata, almeno in campo culturale.

Come potentini, come promotori di questo movimento di valorizzazione della identità e della immagine culturale di Potenza siamo prontissimi a presentare nel termine di un paio di settimane una relazione tecnica relativa al patrimonio artistico e culturale in senso lato di Potenza. Stupisce certamente il fatto che i consiglieri ed i funzionari della Regione Basilicata non conoscano ancora il grande patrimonio culturale della città di Potenza. Chissà in quale realtà vivono…

MARCO TROTTA

PINO A. QUARTANA

 

Nella foto; Il bellissimo portale rinascimentale del Convento di San Francesco a Potenza.

Foto di Marco Casino, che ringraziamo per la concessione.

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