CONFESSIONI DI UNA ASPIRANTE POTENTINA

Dalla nostra gentile lettrice Anna Barbara Rosa riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

 

Faccio due conti…siamo nel 2017 e sono arrivata a quasi “mezzo quintale”. Ebbene sì, vado per i 48… 48 anni di cui 17 vissuti a Roma, un paio vissuti in giro ed il resto qui a Potenza. Quando mi trasferii in questa piccola città di provincia, ero ricca solo di spocchia. Risi tanto quando mi raccontarono dell’odio fra Potenza e Matera. Capirai…io appartenevo a Roma, la città più bella del mondo: due nullità che si contendevano…boh…non capivo cosa. Poi la scuola: scelsi la meno impegnativa. Quella di cui si diceva: “lì ci va chi non ha voglia di fare nulla” (In questa categoria mi ci ritrovavo alla grande). “Solo un cretino non ce la farebbe a diplomarsi” (Io mi sentivo intelligentissima … per cui sarebbe stato semplice). Proprio a scuola, tuttavia, presi la mia prima lezione di vita: nonostante la mia spocchia e la mia antipatia, i miei compagni di classe mi aiutarono. Tutti. Perché io con la parte pratica … beh proprio non ci arrivavo. Se non ci fossero stati loro a limare le avversità a mio favore, per me quella dannata morsa sarebbe stata un incrocio tra una zappa ed una pinza. Povera me. Quei ragazzi furono dei signori e mi si affezionarono davvero … nonostante la loro età. Nonostante la mia antipatia. Iniziai il mio percorso di civilizzazione … iniziai a smettere di parlare “con la patata in bocca”… iniziai a parlare in italiano. Questo grazie ai potentini: non avevo più bisogno di rimanere aggrappata ad un dialetto solo per mostrare la mia appartenenza. Iniziai a sentirmi a casa. In varie occasioni ho avuto l’opportunità di trasferirmi altrove: sono stata all’estero per quasi due anni e nel 2015 presi la decisione di andare a vivere a Trieste. Non si può certo dire che io avessi scelto una brutta città, beh … in fin dei conti per una persona come me nata nel bello non avrei potuto fare una scelta diversa. Immediatamente trovai casa ed iniziai a cercare un locale per poter spostare anche la mia attività. Il locale che scelsi era vicino al centro, esattamente come a Potenza (anche qui ho scelto di stare vicino al centro). Strano … cercavo di replicare un copione già letto. Questo fu il mio primo campanello d’allarme. Tutto era fatto… eppure, tolto il momento di euforia iniziale, non riuscivo proprio a vedermi felice in quella splendida città. Sembrerà strano, ma ero alla ricerca di Potenza. Cercavo Potenza a Trieste ed i potentini fra i triestini. Assurdo! Mi mancava il calore potentino ed il loro modo di accogliere e di farti sentire a proprio agio. Non voglio dire che i triestini siano freddi, ma qui … beh … qui è un’altra cosa: se qualcuno ti chiede “come stai” non lo fa per pura educazione. Qui ci si aspetta una risposta. Una risposta vera. Purtroppo, iniziai di nuovo a sentirmi una straniera, una “di più” e non una che faceva parte di una comunità e che ad essa avrebbe potuto dare qualcosa. Un mutuo scambio insomma. Inutile dire che, nel giro di pochissimo tempo cambiai completamente idea e mollai tutto: Trieste, il mare e tutte le loro meravigliose bellezze per ritornare a casa mia. Mi ricordo che percorsi tutta la strada guidando con gioia, anche la Basentana mi sembrava bella perché mi riportava nell’unico luogo in cui avrei voluto costruire la mia vita. Tornata a Potenza mi rimisi in movimento ed ingrandii un po’ la mia attività: qui devo crescere e non altrove. Purtroppo c’era solo un piccolo problema per me: “Peccato che la città non sia bella!” Ebbene sì, anche io ci sono caduta in questo tranello… mi sembrava non ci fosse storia, mi sembrava non ci fossero abbastanza luoghi in cui perdersi, in cui rivivere ciò che era stato. Poi, però, iniziai di nuovo a pormi delle domande, forse banali, ma che sicuramente mi fecero cambiare la prospettiva: e se tutto, ancora una volta, dipendesse da me e dalla mia profonda ignoranza? Quella stessa ignoranza che a 17 anni mi fece sentire così superiore? Mi misi alla ricerca, non più dei potentini, ma di Potenza… ed ecco che lei mi si svelò con le sue (tante) bellezze e le sue (ahimè altrettante tante) contraddizioni. Contraddizioni, però, volute da una politica locale incapace che si radica in quei potentini che non hanno ancora saputo cercare Potenza con gli occhi giusti. Ecco … io vorrei dire: Buon anno a tutti, ma soprattutto a chi si metterà alla ricerca della nostra bellissima realtà…

 

ANNA BARBARA ROSA

 

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